ESPRESSI IN FERMO POSTA...UN BIZANTINISMO
In origine la posta “ferma in posta” era la norma. Le persone infatti, salvo diverse
disposizioni da loro richieste si recavano all'ufficio postale per il ritiro delle
corrispondenze e pagare il corrispettivo dovuto per il servizio .
Con l'introduzione dei francobolli il passaggio alla consegna al domicilio divenne la
norma.
disposizioni da loro richieste si recavano all'ufficio postale per il ritiro delle
corrispondenze e pagare il corrispettivo dovuto per il servizio .
Con l'introduzione dei francobolli il passaggio alla consegna al domicilio divenne la
norma.
Per chi avesse esigenze personali perché la posta non gli venisse recapitata a
domicilio fu introdotta la dicitura “fermo posta” o “posta restante” in francese ( come
da norme U.P.U.). La platea di utenti fruitori di tale servizio era variegata:
agenti/rappresentati di commercio, artisti, turisti, domestici, fidanzati e tutte quelle
persone che cercavano un minimo di discrezione per corrispondenza
“compromettente”.
Fino al 1 novembre 1915 ( R.D. 12/10/1915 n° 1510 allegato E) il fermo posta era
gratuito. Per esigenze di bilancio legate alla prima guerra mondiale ne fu prevista una
tariffa, mai più abolita.
La tariffa si componeva di 2 voci: fermo posta pagato dal mittente, fermo posta
pagato dal destinatario ( importo maggiorato). Per il primo caso non furono mai
previsti francobolli specifici. Per il secondo caso la norma prevedeva la riscossione
mediante segnatasse da parte dell'ufficio postale.
Il fermo posta è un servizio applicabile a tutti gli oggetti postali.
Nello specifico caso di coesistenza del servizio espresso e fermo posta si verrebbe a
creare una antitesi: uno esclude l'altro. L'espresso è un servizio di consegna accelerata
della corrispondenza nella parte finale del trasporto, più specificatamente dall'ufficio
di distribuzione venivano celermente consegnati ai legittimi destinatari mediante dei
fattorini. Il fermo posta ne prevede il deposito presso l'ufficio postale.
I casi riscontrati sono i più disparati e cercheremo di rappresentarli.
La norma in merito.
Fino al 1922 le corrispondenze espresse dirette in fermo posta dovevano pagare il
relativo diritto.
Con il Bollettino postale n. 22 del 1922 si precisò:
Fino al 1922 le corrispondenze espresse dirette in fermo posta dovevano pagare il
relativo diritto.
Con il Bollettino postale n. 22 del 1922 si precisò:
"472. Espressi diretti fermo posta."
"A complemento dell’art. 276 dell’ lstruzione corrispondenze postali si dispone che gli
espressi diretti fermo-posta, per i quali non sia stato soddisfatto dal mittente il diritto
fisso di centesimi 20, non siano sottoposti all’arrivo alla sopratassa di centesimi 30,
essendo da ritenersi tale diritto come già compreso nella tassa di espresso. E ciò nella
considerazione che in detti casi viene precisamente a mancare la parte principale e
più costosa del servizio di espresso, quella del recapito a domicilio per mezzo di
appositi fattorini."
Con il Bollettino postale n. 4 del 1966, parte seconda
"27. Corrispondenza per espresso “fermo posta”"
"La disposizione ….secondo la quale gli espressi diretti fermo-posta per i quali sia
stato soddisfatto dal mittente il relativo diritto fisso non verranno sottoposti all'arrivo
ad alcuna sopratassa, viene abrogato.
Ciò in quanto l'art 36 del regolamento dei servizi postali, parte 1^, esenta dall'onere
relativo soltanto le corrispondenze da distribuirsi in Ufficio a chi paga il diritto per
nolo di casella postale o per l'uso di bolgetta o sacchetto dell'Amministrazione ed i
giornali o periodici spediti in abbonamento. Pertanto per la corrispondenza per
espresso recante l'indicazione di fermo in posta dovrà d'ora in avanti farsi
corrispondere il diritto fisso previsto per tale servizio."
8/6/1902. Lettera inviata da Roma per Gallarate affrancata con un valore da 45 cent floreale per il porto lettera e il servizio accessorio di espresso. Il mittente ha indicato come indirizzo il Fermo Posta. Al retro presente un timbro di transito “Roma Ferrovia – Espressi”. Non si riscontrano altri timbri o segni che ci facciano pensare ad un recapito come espresso. In questo periodo il fermo-posta era un servizio prestato
gratuitamente e sicuramente più conveniente da un punto di vista economico per l'amministrazione postale. Il mittente richiedendo questa modalità di recapito aveva pagato inutilmente per un servizio che non sarebbe mai stato eseguito. Probabilmente fu portato a credere che il il servizio espresso prevedeva una accelerazione anche nel trasporto dalla località di inoltro a quella di destino. Ma così non era.
Non ho conoscenza di espressi indirizzati in fermo posta in date più remote di questo.
Tariffa:
- Porto lettera per interno 20 cent
- servizio espresso 25 cent
- servizio fermo posta gratuito fino al 1/11/1915.
31/7/1907. La cartolina Domanda/Rispostaserie Leoni venne spedita da Genova per Genova indirizzata in fermo posta, al tempo servizio gratuito, e affrancata per il servizio espresso. Timbro “Genova Ferrovia –Espressi 31/7/1907 ore 12 M” e “Genova Distribuzione 31/7/1907 ore 2S”. La cartolina fu trattenuta in giacenza e come risulta dal timbro sulla parte risposta, Genova Distribuzione 11/2/1908” restituita “AL MITTENTE” perché “NON CHIESTA”.Ora la curiosità porterebbe a chiedersi perché mai la necessità di spedire nella stessa città una cartolina con la risposta già pagata in espresso ma indirizzata in fermo posta ossia l'antitesi del servizio di distribuzione celere. Forse in quanto stranieri non avevano conoscenza del funzionamento dei servizi postali. Oppure, forse, erano commercianti/rappresentanti quindi di passaggio e soliti a lasciarsi messaggi presso l'ufficio postale in fermo posta? Ma resta irrisolto il perché dell'aggiunta del servizio espresso!!
Tariffa:
– cartolina Domanda 5 cent e Risposta 10 cent
– servizio espresso 25 cent
– servizio fermo posta gratuito fino al 1/11/1915.
– servizio espresso 25 cent
– servizio fermo posta gratuito fino al 1/11/1915.
11/11/1916. Lettera spedita da Ginevra ( Svizzera) a Parma. Qui giunta venne
rispedita a Torino aggiungendo il servizio espresso e fermo posta, ritenendo assolta,
correttamente, la tariffa lettera dall'affrancatura originaria. In questo periodo tariffario
entrambi i servizi sebbene incompatibili andavano pagati se richiesti. Giunta a Torino
la dicitura fermo posta venne cancellata in quanto probabilmente il destinatario aveva
comunicato all'autorità postale il suo recapito.
Tariffa:
– lettera da estero assolta con affrancatura da 25 cent di franco svizzero
– servizio espresso 25 cent
– servizio fermo posta pagato dal mittente 5 cent ( dovuto fino al 1922)
rispedita a Torino aggiungendo il servizio espresso e fermo posta, ritenendo assolta,
correttamente, la tariffa lettera dall'affrancatura originaria. In questo periodo tariffario
entrambi i servizi sebbene incompatibili andavano pagati se richiesti. Giunta a Torino
la dicitura fermo posta venne cancellata in quanto probabilmente il destinatario aveva
comunicato all'autorità postale il suo recapito.
Tariffa:
– lettera da estero assolta con affrancatura da 25 cent di franco svizzero
– servizio espresso 25 cent
– servizio fermo posta pagato dal mittente 5 cent ( dovuto fino al 1922)
11/9/1927. Biglietto postale 30 cent serie michetti integrato a 60 cent spedito in
espresso indirizzato in fermo posta. Dal 16/8/1927 la tariffa lettera/biglietto era stata
portata a 50 cent dai precedenti 60 cent. Il mittente probabilmente non ne era a
conoscenza mentre potrebbe aver indicato il fermo posta senza affrancatura
intenzionalmente. Dal testo si evince che a scrivere era il figlioletto di persona che
viaggiava per lavoro e quindi probabilmente informato sulla possibilità di avere il
fermo posta per i documenti spediti in espresso senza pagamento della tassa
altrimenti dovuta.
Tariffa:
– lettera/biglietto 50 centesimi
– servizio espresso 1,25 lire
– servizio fermo posta non dovuto
espresso indirizzato in fermo posta. Dal 16/8/1927 la tariffa lettera/biglietto era stata
portata a 50 cent dai precedenti 60 cent. Il mittente probabilmente non ne era a
conoscenza mentre potrebbe aver indicato il fermo posta senza affrancatura
intenzionalmente. Dal testo si evince che a scrivere era il figlioletto di persona che
viaggiava per lavoro e quindi probabilmente informato sulla possibilità di avere il
fermo posta per i documenti spediti in espresso senza pagamento della tassa
altrimenti dovuta.
Tariffa:
– lettera/biglietto 50 centesimi
– servizio espresso 1,25 lire
– servizio fermo posta non dovuto
14/10/1927. Lettera primo porto spedita in espresso indirizzata in fermo posta da
Fiumicino a Roma . La lettera venne affrancata in difetto di 5 centesimi e sebbene
sottoposta a vari passaggi nessuno rilevò l'errore, forse anche perchè l'importo di
affrancatura soddisfaceva comunque anche la carenza nel porto lettera. All'arrivo a
destinazione la busta venne messa a disposizione in fermo posta come da timbro al
retro “Roma distribuzione – fermo posta” senza applicazione di tassa per il servizio in
quanto già ottemperata dall'importo per il servizio espresso.
Tariffa:
– lettera primo porto 50 centesimi
– servizio espresso 1,25 lire
– servizio fermo posta non dovuto
sottoposta a vari passaggi nessuno rilevò l'errore, forse anche perchè l'importo di
affrancatura soddisfaceva comunque anche la carenza nel porto lettera. All'arrivo a
destinazione la busta venne messa a disposizione in fermo posta come da timbro al
retro “Roma distribuzione – fermo posta” senza applicazione di tassa per il servizio in
quanto già ottemperata dall'importo per il servizio espresso.
Tariffa:
– lettera primo porto 50 centesimi
– servizio espresso 1,25 lire
– servizio fermo posta non dovuto
19/7/1923. Lettera doppio porto raccomandata espresso spedita da Agnano Pisano a Cortina
d'Ampezzo e indirizzata in fermo posta.
Essendo stata speditaobbligatoriamente allo sportello dell'ufficio postale in quanto raccomandata, la busta come da disposizioni del 1922* non venne tassata per il servizio richiesto dal mittente di fermo posta ne in partenza tanto meno al suo arrivo.
Da notare che l'addetto postale che ricevette la busta se ne guardò bene dall'avvisare il mittente dell'inutilità dell'affrancatura per espresso dal momento che tale servizio sarebbe stato annullato dalla consegna in fermo posta e durante il trasporto la busta non avrebbe avuto alcuna accelerazione.
Tariffa:
- lettera secondo porto 1 lira (50 centx2)
- servizio espresso 60 cent.
- servizio raccomandata 50 cent.
- servizio fermo posta non dovuto
* disposta l'esenzione del diritto fermo posta in caso di corrispondenze affrancate per
espresso logicamente ritenendosi che in detti casi non viene a mancare la parte
principale e più costosa del servizio, quello del recapito a domicilio per mezzo di
appositi fattorini
espresso logicamente ritenendosi che in detti casi non viene a mancare la parte
principale e più costosa del servizio, quello del recapito a domicilio per mezzo di
appositi fattorini
24/10/40. Lettera espresso spedita da ambulante Calalzo-Venezia 188 e inviata a San
Giovanni al Natisone in fermo posta. L'ufficio di destinazione provvedette alla
tassazione per il servizio fermo posta in tariffa pagata dal destinatario in data
25/10/1940, ignorando le disposizioni vigenti.
Tariffa:
– lettera doppio porto 1 lira ( 50 cent x 2)
– servizio espresso 1,25 lire
– servizio fermo-posta a carico del destinatario 25 cent ( non dovuto)
Giovanni al Natisone in fermo posta. L'ufficio di destinazione provvedette alla
tassazione per il servizio fermo posta in tariffa pagata dal destinatario in data
25/10/1940, ignorando le disposizioni vigenti.
Tariffa:
– lettera doppio porto 1 lira ( 50 cent x 2)
– servizio espresso 1,25 lire
– servizio fermo-posta a carico del destinatario 25 cent ( non dovuto)
30/7/1921. Lettera spedita da Roma a Milano con aggiunto il servizio accessorio dell'espresso. Correttamente affrancata la lettera giunse a Milano il giorno successivo.
Il numero a timbro ”2257” è relativo alla registrazione dell'espresso per la sua
consegna e pertanto il servizio venne espletato. Ma il destinatario non venne reperito all'indirizzo indicato quindi dopo aver scritto come nuova destinazione Roma per essere rinviata alla località di provenienza la busta venne spedita a Pieve di Cadore in Fermo Posta. Ivi giunta venne tassata per tale servizio in quanto il servizio espresso era stato eseguito nel precedente tentativo di consegna. Per regolamento si sarebbe dovuto provvedere a porre una x sul francobollo dell'espresso. Un caso davvero insolito.
Tariffa:
– lettera primo porto 40 cent
– servizio espresso 50 cent
– servizio fermo-posta a carico del destinatario 30 cent
consegna e pertanto il servizio venne espletato. Ma il destinatario non venne reperito all'indirizzo indicato quindi dopo aver scritto come nuova destinazione Roma per essere rinviata alla località di provenienza la busta venne spedita a Pieve di Cadore in Fermo Posta. Ivi giunta venne tassata per tale servizio in quanto il servizio espresso era stato eseguito nel precedente tentativo di consegna. Per regolamento si sarebbe dovuto provvedere a porre una x sul francobollo dell'espresso. Un caso davvero insolito.
Tariffa:
– lettera primo porto 40 cent
– servizio espresso 50 cent
– servizio fermo-posta a carico del destinatario 30 cent
8/4/1937. Lettera primo porto in espresso da Roma per Firenze. La busta presenta una
affrancatura aggiuntiva pari a 15 cent che quantitativamente poteva corrispondere a 2
tipi servizi aggiuntivi: posta pneumatica e fermoposta assolto dal mittente appunto.
Sulla busta non compare nessuna indicazione che possa chiarire a quale servizio il
mittente volesse ricorrere. La busta è indirizzata a persona sicuramente nota nella
località di destino essendo un Senatore del Regno per tanto la mancanza dell'indirizzo
completo non ci autorizza a ritenere che l'espresso fosse stato trattenuto in fermo
posta di cui non esistono nemmeno timbri di consegna.
Osservando l'indirizzo del mittente possiamo notare che la busta fu spedita da una
ditta con sede in via Flaminia 72, si può pertanto supporre che fu inoltrata dall'ufficio
postale di prossimità a tale via mediante il servizio pneumatico , all'ufficio Roma
Ferrovia – espressi transito dove fu timbrata e smistata sul primo treno utile.
Purtroppo non avremo mai la soluzione a questo enigma.
Tariffa:
– lettera primo porto 50 lira
– servizio espresso 1,25 lire
– servizio fermo-posta a carico del mittente 15 cent ( non dovuto) dubbio.
affrancatura aggiuntiva pari a 15 cent che quantitativamente poteva corrispondere a 2
tipi servizi aggiuntivi: posta pneumatica e fermoposta assolto dal mittente appunto.
Sulla busta non compare nessuna indicazione che possa chiarire a quale servizio il
mittente volesse ricorrere. La busta è indirizzata a persona sicuramente nota nella
località di destino essendo un Senatore del Regno per tanto la mancanza dell'indirizzo
completo non ci autorizza a ritenere che l'espresso fosse stato trattenuto in fermo
posta di cui non esistono nemmeno timbri di consegna.
Osservando l'indirizzo del mittente possiamo notare che la busta fu spedita da una
ditta con sede in via Flaminia 72, si può pertanto supporre che fu inoltrata dall'ufficio
postale di prossimità a tale via mediante il servizio pneumatico , all'ufficio Roma
Ferrovia – espressi transito dove fu timbrata e smistata sul primo treno utile.
Purtroppo non avremo mai la soluzione a questo enigma.
Tariffa:
– lettera primo porto 50 lira
– servizio espresso 1,25 lire
– servizio fermo-posta a carico del mittente 15 cent ( non dovuto) dubbio.
28/8/52. Lettera espresso spedita da Livorno a Marina di Grosseto in fermo posta
anonimo. L'ufficio di destinazione provvedette alla tassazione per il servizio fermo
posta in tariffa pagata dal destinatario in data 29/8/1952, ignorando le disposizioni
vigenti.
Tariffa:
– lettera primo porto 25 lire
– servizio espresso 50 lire
– servizio fermo-posta a carico del destinatario 15 lire ( non dovuto)
anonimo. L'ufficio di destinazione provvedette alla tassazione per il servizio fermo
posta in tariffa pagata dal destinatario in data 29/8/1952, ignorando le disposizioni
vigenti.
Tariffa:
– lettera primo porto 25 lire
– servizio espresso 50 lire
– servizio fermo-posta a carico del destinatario 15 lire ( non dovuto)
28/3/1944. Biglietto postale serie imperiale da 50 cent spedito da Roma-Borghi a
Genova in Fermo posta. Il biglietto è spedito a militare senza scontare la tariffa
agevolata ammessa. Affrancata dal mittente per il servizio fermo posta con
francobollo da 15 cent. Il biglietto sembra essere stato recapito quale espresso.
Tariffa:
– lettera/biglietto 50 cent
– servizio espresso 1,25 lire
– servizio fermo posta pagato dal mittente 15 cent ( non dovuto in concomitanza
di servizio espresso)
Genova in Fermo posta. Il biglietto è spedito a militare senza scontare la tariffa
agevolata ammessa. Affrancata dal mittente per il servizio fermo posta con
francobollo da 15 cent. Il biglietto sembra essere stato recapito quale espresso.
Tariffa:
– lettera/biglietto 50 cent
– servizio espresso 1,25 lire
– servizio fermo posta pagato dal mittente 15 cent ( non dovuto in concomitanza
di servizio espresso)
29/1/1944. Lettera inviata da Vicchio ( FI) a Firenze in fermo-posta pagato dal
mittente. La busta giunta a Firenze ferrovia, 31/1/1944 ore 10, venne trattata come
espresso ( vedi numero di registrazione a penna sul fronte: 650). Inoltrata a Firenze
C.P. Centro, 31/1/1944 ore 14, fu posta in deposito fermo posta come da richiesta del
mittente.
Tariffa:
– lettera 50 cent
– servizio espresso 1,25 lire
– servizio fermo posta pagato dal mittente 15 cent ( non dovuto in concomitanza
di servizio espresso)
mittente. La busta giunta a Firenze ferrovia, 31/1/1944 ore 10, venne trattata come
espresso ( vedi numero di registrazione a penna sul fronte: 650). Inoltrata a Firenze
C.P. Centro, 31/1/1944 ore 14, fu posta in deposito fermo posta come da richiesta del
mittente.
Tariffa:
– lettera 50 cent
– servizio espresso 1,25 lire
– servizio fermo posta pagato dal mittente 15 cent ( non dovuto in concomitanza
di servizio espresso)
25/11/1944. Lettera espresso da Roma per Palermo in fermo posta. La busta è priva
di timbri che attestino l'avvenuta distribuzione come espresso o fermo posta. La
tariffa lettera + espresso era assolta con i due francobolli da 1,75 lire. Quindi sembra
che il francobollo da 30 cent PM sia stato proprio utilizzato per la tassa di fermo
posta pagata dal mittente.
Tariffa:
– lettera 1 lira
– servizio espresso 2,5 lire
– servizio fermo-posta pagato dal mittente 30 cent ( non dovuto in concomitanza di servizio espresso)
di timbri che attestino l'avvenuta distribuzione come espresso o fermo posta. La
tariffa lettera + espresso era assolta con i due francobolli da 1,75 lire. Quindi sembra
che il francobollo da 30 cent PM sia stato proprio utilizzato per la tassa di fermo
posta pagata dal mittente.
Tariffa:
– lettera 1 lira
– servizio espresso 2,5 lire
– servizio fermo-posta pagato dal mittente 30 cent ( non dovuto in concomitanza di servizio espresso)
12/10/42.
Lettera spedita da Urbino a Firenze con servizio accessorio
dell’espresso e indicazione di “consegna” in Fermo Posta.
Timbro al retro “Firenze Corr. Pacchi -F.P.” ad indicare che la
busta fu trattenuta in Fermo Posta.
Al
retro curiosa scritta del mittente che probabilmente aveva le idee un pò confuse:
“Ho il vago sospetto che l’espresso dato
che è fermo posta valga poco ma spero che dato che è Domenica
almeno prendano in considerazione gli espressi”.
Tariffa :
- lettera
20 lire
- servizio
espresso 30 lire
- servizio
fermo posta non dovuto
9/3/1949. Lettera in espresso da Milano a Parma. Giunta a Parma venne riportata la
dicitura “Fermo Posta Parma” ( da notare l'inchiostro e la calligrafia diverse). Dal
contenuto, presente, si evince che il destinatario era un agente/rappresentante in
trasferta, che probabilmente aveva richiesto che la posta a lui indirizzata fosse
trattenuta in fermo posta. Al retro è presente il timbro di arrivo “Parma Ferrovia”,
“Parma Espressi” e “Parma – Corr. E Pacchi-fermo posta”. La busta, correttamente,
non venne tassata per il fermo posta e trascorso il periodo di giacenza ( 30 giorni)
venne rispedita al mittente previa apposizione di timbro lineare di “Compiuta
Giacenza”, di non comune reperimento.
dicitura “Fermo Posta Parma” ( da notare l'inchiostro e la calligrafia diverse). Dal
contenuto, presente, si evince che il destinatario era un agente/rappresentante in
trasferta, che probabilmente aveva richiesto che la posta a lui indirizzata fosse
trattenuta in fermo posta. Al retro è presente il timbro di arrivo “Parma Ferrovia”,
“Parma Espressi” e “Parma – Corr. E Pacchi-fermo posta”. La busta, correttamente,
non venne tassata per il fermo posta e trascorso il periodo di giacenza ( 30 giorni)
venne rispedita al mittente previa apposizione di timbro lineare di “Compiuta
Giacenza”, di non comune reperimento.
Tariffa :
– lettera 20 lire
– servizio espresso 30 lire
– servizio fermo posta non dovuto.
– lettera 20 lire
– servizio espresso 30 lire
– servizio fermo posta non dovuto.
3/5/1980. Lettera in espresso da Milano a Genova indirizzata in Fermo posta centrale,
con indicazione di un documento di riconoscimento del destinatario. La busta,
correttamente, venne tassata per il fermo posta e trascorso il periodo di giacenza ( 30
giorni) venne rispedita al mittente previa apposizione di timbro lineare di “Al
mittente per Compiuta Giacenza” oltre ad un “non ha corso” manoscritto. Di non
comune reperimento.
Tariffa :
– lettera 170 lire
– servizio espresso 350 lire
– servizio fermo posta 100 lire. Da notare che non esisteva più differenza di
tariffa tra mittente o destinatario.
con indicazione di un documento di riconoscimento del destinatario. La busta,
correttamente, venne tassata per il fermo posta e trascorso il periodo di giacenza ( 30
giorni) venne rispedita al mittente previa apposizione di timbro lineare di “Al
mittente per Compiuta Giacenza” oltre ad un “non ha corso” manoscritto. Di non
comune reperimento.
Tariffa :
– lettera 170 lire
– servizio espresso 350 lire
– servizio fermo posta 100 lire. Da notare che non esisteva più differenza di
tariffa tra mittente o destinatario.
11/4/1972.
Busta da Ascoli Piceno a Limone del Garda. In corretta tariffa
lettere per interno e con aggiunto il servizio di espresso.
La
lettera fu correttamente tassata per il servizio di Fermo Posta che
era stato richiesto dal mittente. Infatti con il Bollettino postale n.4 del 1966 , parte seconda,
in caso di concomitanza dei due servizi, quello di Fermo Posta si sarebbe , comunque, dovuto pagare.
Tariffa:
- lettera primo porto per interno 50 lire
- servizio espresso 150 lire
- servizio di fermo posta pagato dal destinatario 40 lire
05/7/1962. Campione senza valore raccomandato espresso da Roma a Bari in fermo
posta. Il servizio fermo-posta poteva essere richiesto per tutte le tipologie di
spedizioni. Ecco un caso abbastanza inconsueto. Una spedizione come i campioni
senza valore, che godono di una consistente agevolazione tariffaria, già non sono di
facile reperimento inoltrati in raccomandata espresso ma con l'aggiunta del fermo
posta, pagato dal mittente, diventa un oggetto decisamente non comune.
Tariffa:
– campione senza valore fino a 100 gr. : 20 lire
– servizio di raccomandata aperta: 60 lire
– servizio espresso: 75lire
– servizio di fermo posta pagato dal mittente: 15 lire ( non dovuto in
concomitanza di servizio espresso)
posta. Il servizio fermo-posta poteva essere richiesto per tutte le tipologie di
spedizioni. Ecco un caso abbastanza inconsueto. Una spedizione come i campioni
senza valore, che godono di una consistente agevolazione tariffaria, già non sono di
facile reperimento inoltrati in raccomandata espresso ma con l'aggiunta del fermo
posta, pagato dal mittente, diventa un oggetto decisamente non comune.
Tariffa:
– campione senza valore fino a 100 gr. : 20 lire
– servizio di raccomandata aperta: 60 lire
– servizio espresso: 75lire
– servizio di fermo posta pagato dal mittente: 15 lire ( non dovuto in
concomitanza di servizio espresso)
25/7/1954. Lettera primo porto espresso spedita da Brescia a Messina e indirizzata in
fermo Stazione, successivamente corretto in fermo posta. La busta risulta affrancata
per il servizio fermo posta dal mittente. Giunta a destino la busta fu rispedita a nuovo
indirizzo di Brescia.
L'indicazione, sebbene cancellata ma ancora leggibile, “Fermo stazione” è un chiaro
esempio di una particolarità del servizio di Fermo Posta. Infatti l'articolo 858 delle
“Istruzione per il servizio delle corrispondenze postali “ del 1908 chiarisce che “nelle
località ove esistono uffici postali succursali, la distribuzione delle corrispondenze
che non si recapitano a domicilio è fatta nell'ufficio postale centrale, salvo le seguenti
eccezioni:
1. le corrispondenze ordinarie e quelle raccomandate (comprese quelle non affrancate
od insufficientemente affrancate) indirizzate ferme stazione, nelle località designate
dall'Indicatore, sono distribuite a cura degli uffici postali di stazione, in qualunque
ora del giorno e della notte.....(omissis)”
In buona sostanza la richiesta del deposito in fermo stazione permetteva al destinatario
fermo Stazione, successivamente corretto in fermo posta. La busta risulta affrancata
per il servizio fermo posta dal mittente. Giunta a destino la busta fu rispedita a nuovo
indirizzo di Brescia.
L'indicazione, sebbene cancellata ma ancora leggibile, “Fermo stazione” è un chiaro
esempio di una particolarità del servizio di Fermo Posta. Infatti l'articolo 858 delle
“Istruzione per il servizio delle corrispondenze postali “ del 1908 chiarisce che “nelle
località ove esistono uffici postali succursali, la distribuzione delle corrispondenze
che non si recapitano a domicilio è fatta nell'ufficio postale centrale, salvo le seguenti
eccezioni:
1. le corrispondenze ordinarie e quelle raccomandate (comprese quelle non affrancate
od insufficientemente affrancate) indirizzate ferme stazione, nelle località designate
dall'Indicatore, sono distribuite a cura degli uffici postali di stazione, in qualunque
ora del giorno e della notte.....(omissis)”
In buona sostanza la richiesta del deposito in fermo stazione permetteva al destinatario
di poter ritirare la posta senza limitazioni orarie.
Tariffa:
1. lettera primo porto 25 lire
2. servizio espresso 50 lire
3. servizio fermo posta pagato dal mittente 10 lire non dovuto
Tariffa:
1. lettera primo porto 25 lire
2. servizio espresso 50 lire
3. servizio fermo posta pagato dal mittente 10 lire non dovuto
21/9/1931. Lettera in espresso spedita da Firenze per la città indirizzata a cassetta
postale. Un servizio simile al fermo posta ma con sostanziali differenze. In sostanza
una casella (alias cassetta) a nolo era uno spazio fisico di stazionamento delle
missive fino al loro ritiro senza limiti di tempo. Infatti il fermo-posta dopo 30 giorni
di giacenza veniva rispedito al mittente. La casella presupponeva che il destinatario
avesse un consistente flusso di posta in arrivo mentre il fermoposta si prestava ad un
uso occasionale di giacenza della posta. Altra differenza tra i due servizi era nella
modalità di ritiro della posta. Il fermo posta avveniva esclusivamente allo sportello,
mentre la casella (così detta chiusa) prevedeva la possibilità di prelevare
autonomamente dall'esterno la corrispondenza con una chiave in dotazione al
destinatario. Resta il fatto che anche in questo caso, come per il fermo posta, il
servizio espresso non trovava applicazione.
Tariffa:
– lettera ridotta per distretto 25 cent
– servizio espresso 1,25 lire
– servizio casella postale pagata dal destinatario in funzione del tipo di contratto scelto.
– lettera ridotta per distretto 25 cent
– servizio espresso 1,25 lire
– servizio casella postale pagata dal destinatario in funzione del tipo di contratto scelto.
18/1/1952. Cartolina spedita da Roma per Roma e indirizzata in Fermo Posta. La stessa venne tassata correttamente per quanto previsto a carico del destinatario per il servizio di Fermo Posta. Tassa risocossa mediante utilizzo di un francobollo per Espresso da 15 lire emesso il 28/7/1947, valido fino al 31/3/1958 e ormai di scarso utilizzo. Di certo poco si prestava per assolvere la tassa per l'espresso necessitando di integrazioni poco agevoli da comporre. Caso ha voluto che il suo valore nominale corrispondesse alla tassa per il fermo posta a carico del destinatario per il periodo dal 1/8/1951 al 1/10/1957. Pur non essendo, la cartolina, un espresso indirizzato in Fermo Posta ho trovato assai inusuale, e contro tutte le regole, l'uso di un francobollo emesso per il servizio Espresso come tassa per il fermo posta. E' bene ricordare che tali francobolli potevano essere usati solo per il servizio per cui erano stati emessi e che la tassa per il servizio di fermo posta doveva essere riscossa mediante applicazione di segnatasse.
Tariffa:
- cartolina
per interno 20 lire (non era prevista una tariffa per il distretto)
- servizio
fermo posta pagato dal destinatario 15 lire







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